#Recensione finale di ” #Totem” di En?gma. Ultimate Edition!

Ci tengo tanto a fare una recensione completa, che farò anche un video e anche la puntata di #WeeklyRAP di oggi, sarà particolarmente dedicata al nuovo album di “En?gma”: Totem.

La Ultimate Edition.

Iniziamo a dire che questa idea di fare la cosa ad “episodi” è stata interessante, perché comunque ci ha portato a mantenere l’interesse vivo.

Ma mi è piaciuta anche per (semplicemente) la particolarità. Come detto in separate sedi, del buon Marcello, mi piace il fatto che ha tentato e si è anche distinto da altri. Forse anche per farci vedere che valeva qualcosa oltre il Machete Crew.

C’è vita, oltre il Machete e che vita! Mi è sempre piaciuto. Anche nel Machete sperimentava molto.

Comincio a credere di avere un certo gusto per lo sperimentale…

Ho sempre pensato e mi è sempre piaciuta la musica di En?gma, perché ho sempre visto che ti scava nell’intimo, la musica, che ti sconvolge, ti coinvolge, ti porta in un viaggio dentro di sé, e quindi, anche dentro di te.

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#Recensione​: “Totem” parte 2 e 3 di En?gma.

Dunque era mia intenzione fare una recensione completa quando “Totem” lo sarà pure. Però oggi mi sentivo di dire la mia sulle altre due parti. In caso farò la recensione completa di tutte in seguito.

Mi sono sentito talmente ispirato a scrivere il mio pensiero che ho voluto farlo, insomma.

Anche perché ho visto un po’ di affluenza sulla prima parte, che potete trovare qui: https://loscrittorevolante.com/2020/10/19/recensione-musicale-totem-di-engma/

Parte 2:

Allora, secondo me tutte e tre le parti variano con lo stile, le canzoni sono diverse sia con le basi, sia con i testi. Marcello varia da avere una voce calma e rilassata/rilassante, a quella incazzata.

C’è questo uso e non uso dell’autotune, che secondo me dà una buona dose tra il “vecchio” e il nuovo. Non guasta, insomma.

Ho notato queste differenze nelle tre parti. Mi è piaciuta molto “Lords” con Murubutu, perché ha qualcosa di futuristico. Tuttavia, le cose più riuscite per ora per me sono i due “Underdog”. Entrambe le tracce pompano assai, danno una botta d’energia assurda.

E ora qui dico una cosa per molti: ho spesso sentito dire che En?gma non è più buono da quando ha lasciato il machete, che ormai quello che fa è banale, che non funziona più.

Diciamo che è la mia “unpoplar opinion”: a me lui mi è piaciuto anche dopo. Anzi, è anche migliorato. Si migliora nella vita, se ti impegni nel tuo lavoro o nella passione: ho spesso notato nella musica una cosa che la gente sottovaluta: l’esperienza. Più vai avanti, più sei esperto e quello che lo fai, lo fai meglio.

Così come nella vita: siamo migliori nello studio, nel lavoro, nei rapporti, no? Per chi è capace di capire i propri errori, almeno. (O per chi vuole farci attenzione…)

Poi il primo disco che ha fatto dopo la separazione col Machete crew è stato “Indaco”, no? Lavoro parecchio fecato. Era sperimentale, è vero ma mi è piaciuto moltissimo, perché En?gma ha questo potere di avere (per me, ovviamente), il giusto bilanciamento tra calma e rabbia (o “Foga”). Ascoltarlo mi dà diverse emozioni. In più lui affronta diverse tematiche e secondo me lo fa con stile.

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Recensione – “La Maggior Parte”.

Diciamo che per ascoltare il “Gold One”, bisogna non essere tristi. Insomma, è musica che fa prendere a male.

Quindi se siete già presi male, meglio non inferire.

Esattamente come il collega, Murubutu, (che anche lui, infatti, ha fatto lavori con la GloryHole records).

Ma siccome beh, alla fine mi sto sentendo bene, ho deciso di dargli orecchio, e ho fatto bene.

Tra l’altro oggi, non so bene definirvi il perché, ma era il giorno perfetto per ascoltarlo.

Non so se era il clima, l’atmosfera, il giusto freddo, il giusto umore… Era tutto giusto, tutto qui.

Tra roba nuova, e pezzi vecchi, rifatti, ripresi, ci immergiamo nel caos di Claver.

Musica triste, concious rap, una voce roca, adattissima ai testi, e si parte per un viaggio di 17 tracce.

In realtà son quasi tutte vecchie(Anzi, “La Maggior Parte”)… Tranne per prima, “La maggior parte”.

Pezzone.

Questi remix, non so se definirli meglio delle originali, ma è sicuramente interessante, e la musica del piano mi rapisce…

E ovviamente, è un piacere riascoltare “C’è qualcosa che non va”, “Anima nera”, “Soffio di lucidità”… Ma andiamo a quelle che mi hanno colpito di più.

“Un altro giorno in pigiama”, con un po’ di sax, ha qualcosa di profondamente rilassante, mescolato alla profonda malinconia.

Mentre la ascoltavo guardavo un po’ il tramonto, sarà per questo che mi ha fatto un effetto così benefico.

Una goduria anche con “Anestesia Emozionale”, la voce di Santro nel ritornello è perfetta.

Altra traccia che ho preferito tantissimo all’originale. Anche questa un po’ mi ha rilassato, anche se il testo è sempre da presa a male.

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