“Non ti preoccupare”. – Disumano.

Ehy, non ti preoccupare,

che tanto starò qui fermo ad ascoltare,

a dimenticare,

 a fare finta di non pensare.

Tanto chi se ne frega,

se nessuno ci spera,

io non sto qui a fare la sfera,

sto a rappare fino a sera.

Cercando di non pensare al male,

a quello che mi resta,

ad una festa,

che non si fa: abbassa la cresta,

che tanto qui non frega un cazzo a nessuno,

se sei qualcuno.

Non fai impressione

Mi fai solo venire la depressione.

Non ti preoccupare, che tanto

Sarò da qualche parte ad ascoltare la musica,

con nostalgia,

e la fottuta malinconia. 20

Rit.

E non mi resta che la musica,

rimane lei, l’unica.

Un giorno sarò via da qui, probabilmente

Ad ascoltarla, sotto un sole cocente,

pensando a quello che era prima,

chiudo tutto in questa rima.

E sì, vai non ti preoccupare,

che sarò via da qui ad ascoltare,

Qualcosa come Moder o Claver,

piuttosto che Faber.

Non ti preoccupare, ci vediamo nel “Codice di Perelà”,

mentre le note malinconiche, sono più in là,

oppure “Tra i denti”, mentre osservo l’umanità,

che forse di fare altro non ho la capacità.

E mi dispiace per come sia la realtà…

Anche se ancora ci spero, non finisca tutto qua.

Mentre cerco di capire le possibilità.

Penso al futuro,

ma prima c’è un muro.

Ed io, testardo come un mulo,

mentre ancora voglio un culo.

Mi immagino di rappare questo pezzo,

di ascoltarlo in un futuro disperso,

che manco arriverà, forse: sto perso,

Rappo per questo mio universo.

Non ti preoccupare che va tutto bene,

anche se disperdo il seme.

Rit.

E non mi resta che la musica,

rimane lei, l’unica.

Un giorno sarò via da qui, probabilmente

Ad ascoltarla, sotto un sole cocente,

pensando a quello che era prima,

chiudo tutto in questa rima.

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Recensione – “La Maggior Parte”.

Diciamo che per ascoltare il “Gold One”, bisogna non essere tristi. Insomma, è musica che fa prendere a male.

Quindi se siete già presi male, meglio non inferire.

Esattamente come il collega, Murubutu, (che anche lui, infatti, ha fatto lavori con la GloryHole records).

Ma siccome beh, alla fine mi sto sentendo bene, ho deciso di dargli orecchio, e ho fatto bene.

Tra l’altro oggi, non so bene definirvi il perché, ma era il giorno perfetto per ascoltarlo.

Non so se era il clima, l’atmosfera, il giusto freddo, il giusto umore… Era tutto giusto, tutto qui.

Tra roba nuova, e pezzi vecchi, rifatti, ripresi, ci immergiamo nel caos di Claver.

Musica triste, concious rap, una voce roca, adattissima ai testi, e si parte per un viaggio di 17 tracce.

In realtà son quasi tutte vecchie(Anzi, “La Maggior Parte”)… Tranne per prima, “La maggior parte”.

Pezzone.

Questi remix, non so se definirli meglio delle originali, ma è sicuramente interessante, e la musica del piano mi rapisce…

E ovviamente, è un piacere riascoltare “C’è qualcosa che non va”, “Anima nera”, “Soffio di lucidità”… Ma andiamo a quelle che mi hanno colpito di più.

“Un altro giorno in pigiama”, con un po’ di sax, ha qualcosa di profondamente rilassante, mescolato alla profonda malinconia.

Mentre la ascoltavo guardavo un po’ il tramonto, sarà per questo che mi ha fatto un effetto così benefico.

Una goduria anche con “Anestesia Emozionale”, la voce di Santro nel ritornello è perfetta.

Altra traccia che ho preferito tantissimo all’originale. Anche questa un po’ mi ha rilassato, anche se il testo è sempre da presa a male.

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