Mi metto la musica nelle orecchie,

non voglio sentire il mondo,

voglio solo la musica ad accompagnarmi,

ho sempre meno voglia di pensare,

sempre più voglia di lasciarmi andare…

sempre più,

via,

mi lascio trascinare dalla corrente.

Senza più voglia di pensare a niente.

Come questa poesia,

che è con e senza rima.

La coincidenza,

di una musica che si trascina.

Non ho voglia di niente.

Ho voglia solo di

Lasciarmi rapire dalla musica.

Mi metto le cuffie grandi,

guardo al gente che mi guarda male,

sto con una tuta gialla,

con le cuffie grandi,

ma non me ne frega niente.

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Il tempo forse non aiuta, non guarisce. Però ad un certo punto, ti aiuta a capire delle cose importanti.

Ti aiuta a capire le vere ragioni della rabbia, della frustrazione,

del motivo per cui non parli più dei fatti tuoi con le persone.

Ho capito che tra tutti i motivi che mi hanno fatto incazzare, non era mai QUELLA persona. Solo le persone che mi dicevano che non ero capace, come se non fossi abbastanza bravo. A “giudicarmi” per il fisico, per il lavoro, l’auto…

Non mi sono mai incazzato con lei, con i miei amici, per non avermi mai veramente aiutato a darmi una mano, a credere in me stesso, a pensare che avessi bisogno di espedienti, o di fare cose che non volessi.

Di andare a puttane,

Magari non lo hanno fatto con cattive intenzioni, ma mi hanno fatto sentir annichilito. Come se non fossi capace di conquistare una donna da solo, come se non valessi nulla.

Sì,

come se fossi solo lo sfigato segaiolo, davanti al pc, come se non valessi niente. Come se non fossi mai valso nulla.

Ed è dai tempi delle scuole, che forse subisco questo “bullismo”, forse il peggiore di tutti. Almeno il bullo normale, non ti conosci e ci passi su, invece qua parliamo di persone che dovrebbero volermi bene.

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