#Recensione del film:”Luca.”

Ero incuriosito di guardare questo film, ed era da un po’ che non portavo una recensione simile, qua sul blog.

Il nuovo film Pixar:”Luca”, è ambientato in Italia, non sapevo altro se non questo e le copertine, prima di guardarlo.

Ieri sera, mi sono messo con una pizza e qualche birretta a godermelo, lo faccio ogni tanto. Qualche volta rinuncio alla mia dieta, ma solo una volta al mese…

Se vogliamo dirla tutta, già da ora, la storia, credo non sia qualcosa di innovativo. Ormai sembra che la maggiora parte dei film di animazione, segua un medesimo “pattern”.

Ovvero, il protagonista è spesso, il ragazzo o ragazza timida/o, sognatore/sognatrice, con il desiderio di cambiare la monotonia della sua vita, sapendo che “da qualche altra parte” c’è qualcosa in più, o forse, com’è più preciso dire, che lei/lui possono fare di più per loro stessi.

E incontrano quasi sempre qualcuno molto diverso da loro, che li aiuta a compiere questa impresa.

Questa non è una critica, dato che ormai, non conta la storia, ma come viene raccontata. Però, capita spesso, anche in “Soul”, che il protagonista, per dover dare un vero messaggio, debba essere uno “sfigato”, come definiscono Luca, Alberto e Giulia, nel film.

In Soul, tale ruolo viene, ricoperto, chiaramente dal protagonista: Joe.

E anche in “Onward”, succede la stessa cosa, con Ian.

(Tra l ‘altro ho fatto le recensioni anche di questi due: https://loscrittorevolante.com/2021/01/07/recensione-film-danimazione-onward/

https://loscrittorevolante.com/2020/12/28/recensione-del-film-danimazione-soul/ )

Comunque, la differenza sta nella storia: ci sono sempre cose che non vengono spiegate, credo sia una cosa fatta appositamente.
Come se nei film d’animazione, la magia sia scontata. Non si sa cosa siano “esattamente” Luca, Alberto, e gli altri esseri del mare.

Vengono definiti dagli umani:” Mostri marini”, ma non si sa di più. Così come non si sa perché nella terraferma si trasformino in umani, all’asciutto.

Ma per cominciare, parliamo dell’amicizia esplosiva tra Luca ed Alberto, che viene, “raccontata”, con la famosa canzone di Edoardo Bennato:” Il Gatto e La volpe”.

Che poi, ho “dato” questa canzone anche ad un altro amico, un mio amico: Leo.

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“Un Piromane in Ferie” – Episodio 20°

La trama si infittisce ora: è tempo di entrare nel vivo del romanzo! Che ho deciso di far uscire ogni martedì alle 17:00. Ora che è estate mi è tornata un po’ di ispirazione!

Riassunto puntate precedenti: Due persone di età diverse, appartenenti a mondi diversi: Marco e Giorgio.

Hanno problemi simili, ma ognuno dei due risponde in maniera diversa. Uno riesce a trovare la speranza, l’altro, nell’ossessione complusiva.

Marco vuole diventare investigatore e trova il modo per iniziare, Giorgio, si è perso nelle fiamme dell’amore.

Qui trovate la pagina con TUUUUTTE le puntate: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/?frame-nonce=74fa660aa7

E finalmente, quel giorno, due mondi si stavano per incontrare, un giorno di metà settembre, in cui il caldo era ancora pesante. Marco si svegliò direttamente con il puzzo di fumo nelle narici. A volte era andato addirittura a dormire con il puzzo del fumo che veniva da fuori.

Forse i piromani erano più di uno, forse quello che cercava, non si fermava mai.

Voleva chiudere le finestre, ma temeva gli facesse troppo caldo.

Si affacciò e vide levarsi dalle montagne, l’ennesimo fumo.

Non esitò, prese subito l’auto, senza nemmeno bere un caffè e partì.

Andò verso le montagne, conosceva quella zona… Era sopra una cava. A causa degli scavi, probabilmente abusivi, avevano denudato parte della montagna.
Era uno spettacolo strano, ed era così palese, che non si poteva distogliere lo sguardo da essa.

Ci sarebbe voluta una mezz’oretta per raggiungerla, ma il buon Supermarco, si era svegliato determinato, sicuro, dopo mesi di paure, paranoie. Spesi a combattere i demoni del suo passato.

Ormai sentiva anche la speranza di cambiare, di un futuro migliore…

Un futuro, totalmente di verso da come se l’era immaginato, molto più roseo, senza dover pensare alle persone perse, ma pensando in qualche modo miracoloso, di ritrovarle, in un modo diverso. Marco aveva finalmente imparato, dopo quell’estate, ad avere maggiore fiducia in sé stesso.

Aveva capito che cercare consigli ed opinioni altrui, era una cosa ben più tossica di quanto sembrasse.

Insomma, Marco era ormai autonomo, e desiderò di rivedere la ragazza che amava, un giorno e molto di più.

Qualcuno gli disse che era “troppo ambizioso”, come se Marco non meritasse ciò che desiderava, come se il mondo o gli altri dovessero decidere per lui.

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“Un Piromane in Ferie” – 18°Puntata.

Tutte le puntate: https://loscrittorevolante.com/tutte-le-puntate-deil-piromane-in-ferie/

Si sa, a volte non è così facile come sembra chiudere col passato.

Ripartire, sembra facile, soprattutto quando lo dicono gli altri. Marco stava ripartendo, ma ogni tanto, senza che nemmeno ci pensasse venivano in mente dei ricordi.

Spesso pensava all’ipocrisia dei consigli: chi li dà, ben poco spesso li segue.

Quindi Marco aveva cominciato a sentire solo sé stesso, non seguiva più i consigli di nessuno. Quell’attività da investigatore privato non era proficua, ma poco importava.

Perché lui stava bene con le sue scelte. Era in pace.

Si teneva il ricordo, i rimpianti e i rimorsi per sé. Aveva notato che parlare con gli altri serviva a poco. Specialmente in quel posto, dove più che pareri, davano giudizi.

Più che consigli, davano imposizioni.

Più di capirlo, pensavano di farlo.

E lui era stanco di tutto questo.

A volte ci pensava, quando guardava la sua città, sembrava spesso dimenticata da Dio, in una muta anarchia. Ordine e disordine.

Un posto in cui si parla di regole che poi infrangono tutte, ripetutamente.

Le regole son fatte per essere infrante. E allora, perché darsi tanto impegno se poi nessuno fa quello che dovrebbe?

E anche lui faceva così, indagando.

Stava ad osservare la sua terra col binocolo, cercava qualche fuoco, qualche incendio.

Quel giorno non sapeva perché, era nostalgico. Gli tornavano in mente ricordi con Arianna.

Si chiese se ci fosse un modo reale per non pensare al passato.

Forse erano tutte bugie, che la gente si dice e dice agli altri.

E forse era solo il caldo e l’attesa che lo annoiavano.

Stava lì, appostato come i veri detective.

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