Un Piromane in Ferie – Parte 14

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A volte Giorgio ricordava quando era una persona che riusciva ad amare, a voler bene senza problemi.

Era vero che ormai aveva perso il controllo davvero solo ultimamente, ma in fondo… aveva subito diversi traumi nella vita.

Quando era ragazzino era stato ripetutamente picchiato e bullizzato, non si era mai sentito accettato, amato.

Non aveva fatto altro che odiare l’umanità fin da quando era piccolo.

Così pensava, mentre teneva in mano la maschera nera, di pelle, che indossava come fosse un cattivo dei fumetti. Era ormai tempo per lui di svolgere la sua “attività”.

Non sempre aveva odiato il mondo: certo, dopo che l’aveva incontrata, tutto aveva cominciato ad avere un aspetto diverso…

Prese le valigie, le caricò in macchina, e partì verso il sud.

Misa una canzone specifica, che aveva bisogno di ascoltare: “If I close my eyes Forever” – Lita Ford e Ozzy Osburne.

“ If I close my eyes forever

Will it all remain unchanged?

If I close my eyes forever

Will it all remain the same?”

( https://www.youtube.com/watch?v=foGkU6x3eSE )

Aveva perso la fede da tempo, di poter cambiare, di poter amare di nuovo il mondo come quando era più giovane, di commuoversi a sentire odori della natura, a vedere gli spettacoli dati dal tramonto, sulla città…

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Un Piromane in Ferie – parte 13

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Gli sembrava quasi ovvio a Marco, che i tradimenti avvenissero di notte. Era nella natura umana, compiere le azioni di cui ci si potrebbe vergognare, quando il buio era calato.

Quasi come se ci fosse un istinto primordiale: come se solo con “il favore delle tenebre”, si potessero compiere le azioni peggiori.

Marco sapeva, ovviamente, che non era ormai un’esclusiva, dato che ormai può succedere qualsiasi cosa in ogni momento… però lo affascinava fare ragionamenti simili.

Aspettava il marito di Giovanna su una panchina, in solitudine, con un solo lampione ad illuminarlo, godendosi un po’ il fresco che portava la sera.

Il caldo di ferragosto rendeva quasi difficile respirare, ma quella panchina sembrava il posto perfetto…

Quasi si addormentò.

<< Mah, alla fine quello che faccio è stalking legale…>> pensò tra sé, sorridendo.

Sentì il rumore di una porta aprirsi, e aprì gli occhi: era proprio lui.

Se ne stava andando via in macchina, e Marco prese la sua per seguirlo:

<< Andiamo, SUPERMARCOOO IN AZIONE!>> Si mise a ridere da solo.

Non fu difficile inseguire l’uomo: non andava molto veloce e – ovviamente – non aveva notato di essere inseguito.

Insomma, per il giovane quella cosa era divertente, solo perché era la prima volta che la faceva in vita sua.

Andarono fuori città: il signore arrivò in una casa in campagna, che sembrava abbandonata.

Marco non sapeva bene perché ma quella casa gli fece venire i brividi. Come se avesse qualcosa di spettrale.

L’uomo entrò, non sembra ci fosse nessuno là dentro.

Il giovane esitò: quel posto era spaventoso… non riusciva a spiegarsi il motivo.

Scese dalla macchina. Vide quella casa: era molto grande. Vide il portone, era mezzo distrutto. Posò gli occhi su un buco, che la luce di un lampione poco lontano riusciva ad illuminare e trasalì: capì che era un foro lasciato da un proiettile.

Guardò quella casa, le luci che l’uomo accese gliela fecero vedere un po’ meglio. Sembrava fosse stata distrutta da qualcosa accaduto tempo fa. Le finestre erano rotte, era stata messa qualche trave come sostituzione.

Marco entrò, nonostante la paura. Il cancello era malmesso anche quello. Era stato sicuramente qualcosa di violento a provocare tutto quel macello.

Dopo un po’ vide l’uomo, che non stava facendo altro che dare da mangiare ad alcuni cagnolini, e li accarezzava.

<< Ma cos?…>>

Uno degli animali si mise ad abbaiare nella sua direzione, inevitabilmente, fu scoperto.

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