Recensione. “Riot” di Izi.

Il nuovo hip hop, non mi piace moltissimo. Ma ho delle eccezioni: una di queste è Izi.

Devo dire che mi piaciucchiava prima di “Pizzicato”, da quello in poi, mi conquistò.
L’album del 2017, per me è un capolavoro. Ormai  non ve lo posso recensire, potrei, ma dopo 3 anni…

Però è giusto che io parli un poco del mio lavoro preferito di Diego: mi è piaciuto tutto. Aveva la profondità adatta, la musica adatta. Sembrava concious, si avvicinava molto al mio gusto, poteva fare benissimo hardcore.

Mie tracce preferite: Pianto, Distrutto, Bad Trip, Volare.

Comunque oggi parliamo di Riot.

UEHUEH IZIEH

Devo dire che la intro, “Can’t breathe”, fomenta assai. Mi carica a molla.

IZEH IZEH

Ottimo inizio, insomma. DAX, è praticamente perfetto.

Assolutamente niente male anche la seconda: “Al Pacino”, bella. Nulla da dire, presidente.

Insomma le prime 3 niente male, non mi è piaciuta molto “Miami Ladies”, troppo commerciale.

Secondo me poi troppi feat.
bella comunque “Pazzo”, carica a molla anche quella. “UEHUEH SONO PAZZO”.

Molto figa “Pusher”, mi piace questa aggressività di Izi. Per questo mi piace, per come canta, e rappa da incazzato. Per questo piccolo particolare, il mio cervello quasi automaticamente, lo collega a quelli che fanno hardcore.

In “Peligro” e questa cosa si conferma. La prima, in particolare, mi fa venire in mente lo stile di “Pizzicato”.

E si pizzica la mia goduria.

Mi è piaciuta “Parigi”. Forse per il fatto che la brucia. Si scherza, non male come last track.

Nel complesso un buon album, ha mantenuto un po’ del “pizzicato”. Credo che Diego si stia evolvendo. Peccato però non poter affermare che lo abbia fatto in tutto, o almeno non come volevo. Nelle prime tracce si vede come stia maturando come artista.

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Recensione: “Troublemaker” di Nor Psychohead.

Piccola premessa che non c’entra un cazzo con il resto dell’articolo: mi sento molto meglio. Ma molto. Ultimi giorni preso dal nervoso, oggi mi sento bene, vabbè.

Sarà la birra.

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Stasera parlo di Nor Psychohead, tra non molto uscirà il suo nuovo EP: Black Rose.

Ma ne parlerò dopo dell’EP. Stasera parlo dell’album “Troublemaker”.

Conosco Lorenzo da 3 anni, conosciuto nel gruppo facebook che frequentavo ai tempi ( Chiamarsi MC tra amici senza apparenti meriti lirici. Dall’omonima apgina di meme su facebook e instagram.)

Già mi piaceva molto all’epoca, ma dopo l’ascolto che sto facendo e rifacendo  da giorni di “Troublemaker”, il rapper ligure ormai lo metto tra i miei preferiti. E ne ascolto tantissima di ‘sta merda.

Hardcore. Hardocore.

Come dice lui “sta merda è droga la gente ne vuole ancora.” (Da “Mitra”, seconda traccia dell’album che sto recensendo.)

Ebbene a me Nor fa questo effetto. È forte, ha una voce adattissima a questo genere, aggressivo, aggredisce il mic, con rabbia, così ci piace.

Lui bastona le orecchie talmente tanto bene, che ho diversi “eargasm”, quando lo ascolto. Capace di pomparti, di farti muovere la testa prepotentemente avanti e indietro o sopra e sotto…

È concious, è hardcore, è underground.

Viene ascoltato mi sa da pochi, sono onorato di essere uno di quelli. “Pochi ma buoni”, tra quelli che possono amarlo con il cuore, come sempre, con questa musica.

Ci facciamo l’amore.

Rabbia, riflessione, amore, amicizia, voglia di riscatto, in ogni prezzo è sempre incazzato, o sembra tale. La musica è lo sfogo di tutte le cose brutte che gli succedono. Da umile blogger lo capisco, dato che uso questa cosa esattamente per lo stesso motivo.

Per cosa trovo piacere nell’ascoltare Lorenzo?

I testi, la voce. Mi ritrovo in molte cose che dice, mi basta anche solo ascoltarlo, per sfogare la mia stessa rabbia.

Lo ringrazio per questo.

Le tracce che mi pompano di più? La prima: “Centipede Umano”, “Effetto Cliffhanger”, “More Faya”.

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