#Poesia: ” #Insoddisfazione.”

È il sentimento più tipico che ho.

Delusione, insoddisfazione.

La consapevolezza che potevo, che posso fare di più.

Se fossi stato, se fossi messo nelle condizioni di poterlo fare.

Ora però, basta con il veleno e ossessioni.

Devo levarmi queste cose dalla testa.

Mai più il pensiero negativo deve dominare.

Questi sono pensieri che alimentano l’odio,

sono cose che mi riempiono di vuoto.

Non c’è amore.

Per gli altri, per me.

Io non mi voglio chiudere in un solo modo di vivere,

di vedere le cose.

Non voglio mai essere fermo,

in un punto fisso.
Non condivido chi pensa che esistano regole fisse,

chi non crede che le cose cambino.

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Recensione Libro – “Kafka Sulla Spiaggia” di Murakami.

Ormai mio fratello me lo regalò a giugno, dopo l’ultimo esame superato. L’ho finito ieri, quindi c’ho messo un po’. Del resto, era estate, e si usciva dopo il tediante lockdown, quindi…

Era da un po’ che non leggevo. Nella vita ho sempre avuto momento in cui leggevo tanto, e  avevo una grandiosa voglia di leggere, in cui quindi, finivo libri in poco tempo, e poi grandi periodi di vuoto.

Amo l’arte.

La musica, i libri, il teatro.

Ma il libro era un po’ impegnativo. Lungo, con una trama intricata, ed è stato difficile leggerlo, con un umore altalenante del 2020.

Da una parte, è come se lo avessi letto solo perché non volevo lasciarlo a metà.

Il sottoscritto odia lasciare le cose a metà, o anche meno.

Devo confessare che faccio così anche coi videogiochi, o gli album che inizio. Devo sentire tutto, anche le canzoni che non mi piacciono, o non mi entusiasmano.

Tutto.

Quindi, come avrete capito, lo stesso discorso valeva anche per “Kafka sulla Spiaggia”, chiaramente.

Non che non mi sia piaciuto, forse non avevo l’umore adatto per apprezzarlo appieno.

( ho postato alcune frasi molto belle, fotografando proprio il libro. Se volete, seguitemi su insta: https://www.instagram.com/loscrittore.volante/ )
Allora: la trama non è molto chiara. Non si capisce se le cose fantastiche che succedono (fantastiche, nel senso di fantasia), siano viaggi nell’io, quindi metafore, o se accadono veramente ai personaggi.

I protagonisti sono, brevemente (scelgo di non fare troppi spoiler): Tamuta Kafka, un ragazzo quindicenne che scappa di casa, stanco di una non-vita, con un padre distaccato e freddo, e Nakata, un vecchio che sa parlare con i gatti. E non si capisce bene come possa fare.

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