Pensiero su: #CalabriaTerraMia

Fatemi dire, da amante di teatro, recitazione, arte in generale, che quello che ho appena visto è un… insulto(?) a questa arte.

Il contenuto senza alcun messaggio particolare, cioè in cosa si SOLSTANZIO (cit. Alessandro Catto), questo corto?

Ok che non dobbiamo vedere tutti, ma proprio TUTTI i lati del sud, quelli “cattivi”, che comunque danno una certa visione della realtà, seppur critica.

Ma è anche quella una parte della sostanza rustica, tipica dei paesi del sud.

Invece sembra una banalissima gita, con l’uomo e la donna figa.

Perdonatemi, ma ribadisco, era qualcosa di realmente necessario girare questa cosa?

La sostanza sarebbe che la Calabria è una bella terra per il mare e la gente accogliente? Per la soppressata?

La recitazione italiana ha lo stesso sapore di un foglio di carta ormai. Nessuna trasmissione di emozione.

Ci si è fissati nel mondo del cinema sul santo amore, perché se non metti queste cose, pare che non stai creando arte.

Ma per recitare l’amore, lo devi trasmettere. Non c’è alcuna profondità, siamo veramente al “tette, culi, addominali”.

WTF.

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