#RaccontoAutobiogafico

Ormai non sento che dolore. Vorrei che il mio cuore sentisse gioia, ma è come morto. Ed esso era la mia guida, la mia certezza.

Ho perso punti di riferimento, e ora, mi sento come se fossi morto.

C’è solo la delusione, certe volte, non sai come uscirne. Siamo ormai diventati troppo vecchi per cambiare natura, per decidere di fregarcene, per smettere di tenerci,

per fare “come fanno gli altri”, come se mai ne fossimo capaci, come sa mai, ne potessimo essere fieri.

Io che butto il tempo scrivendo, non ho la testa per studiare, non ho la testa per niente. Il mio cuore è distrutto. Ovvero, ho perso la mia guida.

Ed è sempre stata questa.

Domani ho un esame, e non riesco a studiare, troppo impegnato a sentire il dolore dentro il petto.

Troppo impegnato a chiedermi cosa succederà, troppo impegnato a sentire il peso della mancanza, degli errori, delle invidie, delle gelosie.

Troppo stanco per potermi sentire meglio. Troppo stanco di vedere latri vivere la vita che vorrei io, le persone che vorrei vivere io.

Troppo stanco per poter sopportare i pesi, la gente.

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21°Episodio de:”Un Piromane in Ferie”.

Come ogni martedì, appuntamento fisso con il mio romanzo a puntate!

Riassunto ultima puntata: Marco “Supermarco”, ha trovato quella che potrebbe essere la prima prova sui misteriosi incendi. Ha praticamente rischiato la vita… Ora si domanda come potrebbe sfruttarla a suo vantaggio.

(Lista Episodi alla fine del capitolo…)

Si sa: chi sembra quello più tranquillo, significa che dentro porta dei demoni terribili. Forse, colui che è più silenzioso, è troppo impegnato a combattere dentro di sé.

Giorgio, era un uomo che era sempre più stanco di combattere.

Nel luogo dove prendeva alloggio, d’estate, passava spesso in modo anonimo, incolore. Nessuno poteva sospettare quasi nulla.

Uomo posato, silenzioso, educato. Non aveva nessun tratto particolare, e nessuno faceva domande. Per molti, in quel paese in collina, sembrava semplicemente un uomo che si godesse le vacanze.

Ogni giorno si svegliava alla stessa ora, e andava al mare. Prendeva la sua auto e partiva.

Dalla collina al mare, ci metteva una ventina di minuti.

A volte, Giorgio, in spiaggia ci andava sul serio, non sempre era impegnato a bruciare tutto. Ogni tanto, gli veniva in mente le prime volte che bruciava qualcosa: erano spesso auto o altro delle persone che gli davano fastidio, era inizialmente una cosa mirata.

Se la prendeva con chiunque lo criticasse. Il mondo è paese, e sapeva bene, che ci fosse qualcuno che gli rompeva sistematicamente i coglioni. Gli uomini apparentemente deboli, sono spesso vittima di qualche molestia, indipendentemente dall’età.

Sembrava che in quel posto, la Calabria, fosse spesso così. E, ormai da anni, di nascosto, il piromane bruciava qualcosa di queste cattive persone.
Si rispecchiava in quei poveri perseguitati, quindi si vendicava spesso, al posto loro.

Aveva capito come l’invidia fosse praticamente il cancro di quella terra: un giorno, spinto da un’insolita curiosità, parlò con un ragazzo che avevano disturbando delle persone più grandi di lui, e aveva detto a questi:

  • Lasciatemi stare, che avete 50 anni. Dopo tutti questi anni ancor a ame state a pensare? Jati a truvaru na fatiga!

E se ne andava, mandando a fanculo.

Nella testa, forse di queste persone più grandi, era uno scherzo: ma sentì dire al giovane che si stessero prendendo la “confidenza.”

Era notte fonda, Giorgio aveva desiderato fare una passeggiata solitaria. Guardò la scena, chiese al ragazzo cosa fosse successo.

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#Poesia:”Cinismo”.

Il cinismo,

è una menzogna.

Gli umani, si nascondono dietro di esso,

quando non hanno risposte.

I sentimenti,

spesso sono solo,

considerati come qualcosa di passeggero.

E invece…

E invece sono cose che restano.
Questo è il cinismo:

la falsa indifferenza,

quando non riusciamo a vivere come vorremmo,

quando la realtà ci schiaccia,

senza speranza.

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