“Tutta la vita ad inseguire qualcosa

E quel qualcosa ce l’abbiamo davanti

Alla ricerca di roba preziosa

Ma senti freddo ad abbracciare diamanti…”

Shibumi, album del 2016. Un anno molto burrascoso per me, non fu facile trovare lo “Shibumi”, anzi, non lo trovai. Ma la musica di Raffaele, mi aiutò ancora una volta.

Un album di 8 tracce, con una bella custodia. Il secondo progetto solista dell’ex-membro dei Brokenspeakers.

Un altro disco hardcore, che ci accompagna, con delle barre belle toste. Iniziamo dalla Intro, con una base che ci “carica” nel modo giusto:

“È sul palco che sono me stesso

In ogni cazzo di cosa che ho scritto puoi trovarci il mio riflesso

In fissa pe’ i graffiti e per il rap, e che te devo di?

So’ el meglio de ‘na volta fatto oggi, Stanger Things

Classico e immortale, non tramonta mai

Porta al suono casse rotte dritto in faccia quando pompa live”

L’album che ci si prospetta, è qualcosa che distende i nervi, i testi pieni d’amore, e appunto:”Shibumi”. Quello che si cerca, e cerchiamo di trovare:

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Come ho detto in altre recensioni, ogni musica di qualità va disconosciuta, così come va riconosciuto il merito.

Vi dico che ieri sono uscito per la mia solita passeggiata, e siccome ho sempre meno voglia di pensare, penso per mezz’ora, forse meno, dopo mi metto la musica nelle orecchie.

(mi hai ispirato questa poesia:https://loscrittorevolante.com/2021/06/10/poesiacon-la-musica-nelle-mie-orecchie/ )

Quindi finalmente mi metto nelle orecchie “Fusion”, l’ultimo lavoro di Davide Shorty. Conosciuto tramite “Oltre”. (Link: https://www.youtube.com/watch?v=ESb1joJHo0E )

Sentito solo nei ritornelli, pensavo facesse tipo r’n’b. Ed infatti è così, diciamo. Rappa, e canta. Ha una voce meravigliosa, mi è sempre piaciuta, è sempre stato molto bravo. Musica rilassante, leggere, fatta molto bene.
Fusion è un piccolo capolavoro, e il ragazzo ha un grande talento.

Non ho ancora ascoltato altro, per ora mi sono “buttato” sull’ultimo. È di Palermo, Come Johnny Marsiglia. I siciliani hanno qualcosa di particolare nella musica, li sento nell’anima. Non troppo arroganti, profondi, come il mare che bagna le coste.

Devo ammettere che anche se mi è sempre piaciuto, non ho avuto fino ad ora, la “cosa” di ascoltarmi un disco, ma faccio grandi lodi alla musica, oltre che la voce di Davide.

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Ho detto che sono abituato a perdere,

ho detto che conosco specialmente il sapore della sconfitta.

Purtroppo è la verità…

Ho detto che da sempre soffro per la mia solitudine,

ma è vero anche che ne godo enormemente.

Tutto questo però mi rende più forte,

in qualche modo più vengo sconfitto, più mi nutro di questa energia.

Credo che chi visiti più volte il fondo

E risalga, sappia sempre meglio di altri,

cosa voglia dire perdere.

E credo che non dovrei più dubitare di me stesso.

Sento di raggiungere una certa forza ed autosufficienza,

talmente tanto che mi son ripreso quasi subito.

Certamente, in meno tempo di una volta.

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